Primo premio “Abbiati” del disco

Premio della critica discografica

“Franco Abbiati” – I edizione

Nasce l’“Abbiati del disco”. L’Associazione nazionale critici musicali amplia la propria storica attività d’indagine collegiale alla musica registrata, per contribuire alla conoscenza di prodotti recenti che abbiano un rapporto stretto con l’industria culturale e la storia musicale italiana e internazionale.

Il premio si articola in categorie principali (repertorio operistico, repertorio sinfonico e corale, musica d’insieme, repertorio solistico, nuova musica, segnalazioni speciali) nelle quali vengono segnalati uno o più titoli.

Il 4 settembre 2019, a Milano, la commissione della prima edizione del premio della critica discografica “Franco Abbiati” (Alessandro Cammarano, Carlo Maria Cella, Luca Chierici, Andrea Estero, Carlo Fiore, Angelo Foletto, Enrico Girardi, Giancarlo Landini, Gianluigi Mattietti, Gian Paolo Minardi, Carla Moreni, Giuseppe Pennisi, Paolo Petazzi, Massimo Rolando Zegna) si è riunita presso gli Amici della Scala e, dopo avere considerato le segnalazioni scritte fatte pervenire in fase consultiva dagli iscritti all’ANCM, ha designato i vincitori per l’anno 2018-2019.


Händel, Serse (Deutsche Grammophon)

Maxim Emelyanychev / Il Pomo d’Oro

Franco Fagioli, Vivica Genaux, Francesca Aspromonte, Andrea Mastroni, Delphine Galou

Prima registrazione integrale con un controtenore nella parte dell’eroe eponimo. Il direttore e clavicembalista russo Maxim Emelyanychev, alla testa del Pomo d’Oro, complesso di riferimento per la musica barocca, ci restituisce l’intima bellezza e la peculiare drammaturgia dell’opera. Forte di un canto tecnicamente perfetto, sobriamente espressivo e stilisticamente appropriato, Franco Fagioli disegna un protagonista esemplare, al centro di un cast di alto livello che vanta l’incisivo Arsamene di Vivica Genaux, lo spigliato Elvino di Biagio Pizzuti, la duttile Romilda di Inga Kalna, la vivacissima Atalanta di Francesca Aspromonte, il puntuale Ariodate di Andreas Wolf e l’attendibile Amastre di Delphine Galou.


Brahms, Sinfonie 1-4 (Deutsche Grammophon)

Daniel Barenboim/Staatskapelle Berlin

Per il fascino di un’interpretazione sempre più intensa e matura, che nella sua fluidità esalta la propensione brahmsiana alla scrittura polifonica e asseconda il gusto romantico di un libero fraseggiare, senza minimamente intaccare il limpido, ancor classico tratteggio formale del compositore amburghese.


Messa per Rossini (Decca)

Riccardo Chailly / Coro e Orchestra del Teatro alla Scala

María José Siri, Veronica Simeoni, Giorgio Berrugi, Simone Piazzola, Riccardo Zanellato

Ascoltare la rara Messa per Rossini che Verdi volle dedicargli chiamando a scriverla con lui altri dodici compositori italiani dell’epoca significa scoprire quanto moderna, aggiornata, “progressiva” fosse per cultura e indole la generazione musicale operativa all’indomani dell’Unità d’Italia. La registrazione testimonia l’importante iniziativa del Teatro alla Scala e del suo direttore musicale: Riccardo Chailly dirige questo ibrido di più autori magistralmente, con accorta regia musicale; favorendo l’unità stilistica e giovandosi di una splendida prova dei complessi scaligeri e dei solisti, tutti all’altezza.


Schubert / Zender, Winterreise (Alpha Classics)

Julian Prégardien tenore, Robert Reimern / solisti della Deutsche Radio Philharmonie

Per l’asciutta, corrosiva, mai compiaciuta prova del tenore Julien Prégardien che, quasi vent’anni dopo il padre Christoph che la incise nel 1999, valorizza la versione del capolavoro liederistico schubertiano approntata nel 1993 da Hans Zender: una trascrizione/interpretazione per tenore e piccola orchestra che costituisce un’inquietante, livida, modernissima rilettura della lunare parabola del viandante schubertiano.


Leo, Responsoria (Archiv)

Giovanni Acciai / Nova Ars Cantandi

La prima registrazione assoluta di un lavoro poco noto del patrimonio musicale italiano, realizzata in un luogo di grande fascino storico e acustico qual è la basilica di Santa Barbara di Mantova, e resa importante da un’interpretazione dotta e preziosa esalta dell’autore la raffinatezza melodica, la sapienza armonica, e l’urgenza di conferire alla parola intonata il massimo vigore espressivo.


Messiaen, Catalogue d’Oiseaux (Piano Classics)

Ciro Longobardi pianoforte

Impresa estrema per ampiezza e portata musicale, esposto ai rischi di un effettismo onomatopeico, questo capolavoro richiede un’esplorazione delle ragioni più segrete che operino la trasfigurazione dal piano naturalistico a quello più organico del tessuto compositivo. L’intelligenza musicale dell’interprete opera con sensibilità e acutezza l’impalpabile trapasso attraverso la messa a fuoco dell’avvincente graffito sonoro e di un linguaggio che va organizzandosi nella sua originale articolazione ritmica; con coerenza mai fine a sé stessa ma intrinseca al senso di stupefazione evocato da Messiaen.


Giulio Cesare, A Baroque Hero (Glossa)

Raffaele Pe controtenore, Luca Giardini / La Lira di Orfeo

Viaggio affascinante alla scoperta dei mille volti di Cesare attraverso una ben calibrata scelta di arie che vanno da quelle più note di Händel, passando per i meno ricordati Pollarolo e Giacomelli fino a giungere alle soglie del Diciannovesimo secolo con gli epigoni Niccolò Piccinni e Francesco Bianchi, esibendo rigogliosa ricchezza di mezzi vocali e impeccabile proprietà stilistica.


Ambrosini, Tromper l’oreille (Stradivarius)

Daniele Ruggieri flauto, Aldo Orvieto pianoforte, Dario Savron vibrafono, Davide Teodoro clarinetto, Daniele Torresan informatica, Alvise Vidolin spazializzazione e regia sonora

La raccolta sistematica dei lavori con flauto di Claudio Ambrosini, scritti nell’arco di 40 anni, è una panoramica del linguaggio musicale del compositore veneziano e testimonianza del sodalizio col flautista Daniele Ruggeri. Emergono l’attenzione per gli aspetti percettivi del suono – ad esempio in Trompe-l’oreille, concepito come una sorta di miraggio acustico – e lo stretto legame col mondo della botanica: come nelle dieci istantanee del ciclo Erbario alpino, o Negli sguardi di Eurialo e Niso, che include suoni di piante immerse nell’acqua.


The John Adams Edition (Berliner Philharmoniker Recordings)

John Adams, Gustavo Dudamel, Alan Gilbert, Kirill Petrenko Sir Simon Rattle / Rundfunkchor Berlin / Berliner Philharmoniker

Nel tempo delle piattaforme digitali che offuscano il piacere fisico della veste grafica, i Berliner producono un gioiello editoriale che declina audio e video in ogni formato tecnologico, chiudendo il cerchio che corre dalla sala da concerto allo streaming. Quasi dieci ore di materiali e cinque dal vivo, per i 70 anni di John Adams, esaltano la forza di un’orchestra capace di coinvolgere il fior fiore della direzione aperta alla contemporaneità nel caricare del più alto peso specifico europeo la più americana delle musiche d’oggi.


Rossini, Péchés de vieillesse (Naxos)

Chamber Music and Rarities vol I- IV

Alessandro Marangoni pianoforte

con Massimo Quarta, Enrico Dindo, Ugo Favaro, Lilly Jørstad, Laura Giordano, Maria Candela Scalabrini, Giuseppina Bridelli, Cecilia Molinari, Alessandro Luciano, Bruno Taddia, Vittorio Prato, Ars Cantica Choir, Marco Berrini.

Dell’imponente lascito cameristico rossiniano che va sotto il titolo di Péchés de vieillesse, esisteva un “sommerso” costituito da quattro volumi di musica per voce, pianoforte e altri strumenti di cui pochissimi numeri sono nel repertorio. Completata l’incisione della sezione strettamente pianistica, Alessandro Marangoni si è speso per consegnare al disco, con la partecipazione di solisti e cantanti di prim’ordine, l’integrale di questi tasselli mancanti, spesso in prima mondiale, giungendo dopo quasi centosessant’anni dalla loro creazione a rendere disponibile al grande pubblico l’ultimo, spesso enigmatico ma sempre divertito messaggio del grande pesarese.

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